Portare il gatto regolarmente dal veterinario è un comportamento fondamentale, da consigliare a qualsiasi proprietario. Del resto non sempre è facile comprendere se il gatto sta male o ha delle problematiche anche gravi.

Sono infatti molti gli amici a 4 zampe che continuano a giocare, a mangiare o a comportarsi in modo quasi “normale” nonostante manifestino sintomi di una certa gravità. Imparare a riconoscere quando il nostro gatto ha dei problemi è essenziale, per evitare di dover accedere al pronto soccorso animali quando la situazione si è già da tempo aggravata in modo preoccupante.

Quando portare il gatto dal veterinario

Solitamente chi possiede un animale da compagnia dovrebbe portarlo dal veterinario almeno una volta all’anno. Del resto con questa frequenza è necessario somministrare le corrette vaccinazioni, che ci consentono di limitare la diffusione di alcune malattie anche molto gravi, come ad esempio la FELV o la FIV.

Chi ha un gatto che vive esclusivamente in casa a volte rinuncia alle vaccinazioni, perché l’animale non entra mai in contatto con altri animali; conviene però chiedere sempre consiglio al proprio veterinario: alcuni virus sono particolarmente aggressivi, e possono essere trasferiti anche dalle mani del proprietario che tocca un altro gatto.

Comunque, anche senza dover somministrare un vaccino, è sempre importante un piccolo controllo veterinario, proprio come facciamo noi dal medico o dal dentista. Anche perché alcune patologie non sono facili da riconoscere, almeno all’inizio.

Quando il gatto non mostra sintomi

Spesso i proprietari che non notano che il gatto che vive con loro ha dei problemi di salute sono quelli il cui animale tende ad avere una vita tranquilla e poco movimentate. Si tratta in genere di animali molto anziani, che hanno da tempo superato i 10 anni di età e che quindi svolgono una vita che potremmo definire sedentaria.

Un pisolino costante nel corso della giornata, che si interrompe solo quando qualcuno arriva in casa o all’ora della pappa. In queste situazioni purtroppo solo un regolare controllo dal veterinario ci può rivelare le problematiche più serie, cercando di prevenirle o di prenderle per tempo quando si manifestano. Per altro piccoli tumori sottocutanei, leggere tendiniti o gastroenteriti di lieve entità possono a volte passare inosservate, soprattutto nei gatti che vivono anche fuori casa, che tendono a nascondere le feci lontano da dove possano essere trovate, o che magari rimangono “a spasso” per diverse ore al giorno.

Conviene in genere cercare di monitorare il proprio animale sempre, ad esempio controllando tutto il corpo periodicamente, almeno ogni 3-5 mesi, e verificando che l’animale stia mangiando correttamente.

I sintomi chiari

Nella maggior parte dei casi però il gatto sa far capire al proprietario quando ha qualcosa che non va. Tra i sintomi più comuni si ha la dissenteria, o la costipazione, così come raffreddore, dolori articolari che portano il gatto a non spostarsi come al solito. La letargia è anche un sintomo facilmente verificabile, perché il gatto mostra chiaramente di non rispondere ad alcuni stimoli, come ad esempio la presentazione del cibo.

Per evitare di non accorgerci di questo tipo di problematiche, conviene ad esempio evitare di lasciare cibo in grande quantità a disposizione del gatto, perché questo impedisce di capire se si stia alimentando correttamente o meno.

Non stiamo necessariamente parlando di sintomi che facciano pensare a patologie preoccupanti, a volte anche un gatto che è semplicemente caduto da un’altezza eccessiva, e quindi ha qualche contusione, smette di mangiare per qualche giorno. Andare dal veterinario sapendogli indicare quanto e quando ha mangiato l’animale e come ha evacuato nelle ore precedente è sempre un buon elemento per aiutare nella diagnosi.

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